Demo Day Téchne: innovazione e impatto per il territorio Lunedì 23 febbraio 2026 si è svolto il Demo Day di Téchne, il programma di accelerazione dello Spoke 2 di Rome Technopole, promosso da Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Zest e dedicato a startup e spin-off della Regione Lazio e del Sud Italia. Nel corso dell’evento, le cinque startup finaliste hanno presentato le proprie soluzioni innovative, sviluppate grazie a un intenso percorso di formazione imprenditoriale e mentorship. Il Demo Day ha rappresentato un importante momento di confronto tra università, investitori e mondo dell’innovazione, confermando la solidità di un ecosistema capace di trasformare la ricerca in impresa. Le tecnologie presentate spaziano dalla cultura allo sport, dalla connettività alla musica, fino al wellbeing, a testimonianza della varietà e della qualità delle progettualità accompagnate nel percorso di accelerazione. Le startup protagoniste Téchne continua a dimostrare come il trasferimento tecnologico possa generare impatto reale quando ricerca, capitale e competenze lavorano in sinergia, rafforzando il legame tra università, territorio e sistema produttivo.
Tappa a Viterbo del roadshow di UniCredit Start Lab Del trasferimento tecnologico con un focus sulle connessioni tra università e imprese e su come finanziare una start up si è discusso nella terza tappa del roadshow UniCredit Start Lab 2026, organizzata il 12 febbraio 2026 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. Il Lazio registra 1.778 realtà innovative su un totale nazionale di 14.978, confermando la regione come uno dei poli dell’innovazione tecnologica in Italia. La giornata si è articolata con gli interventi di apertura di Emanuele Blasi – Delegato della Rettrice alla Valorizzazione della Conoscenza, e di Luca Rosati – Responsabile Territorial Development Centro Italia di UniCredit. A seguire vi sono stati le relazioni di Thaira Grom – Start Lab & Development Programs di UniCredit e di Stefano Ubertini – Professore ordinario di Macchine e Sistemi per l’Energia e l’Ambiente all’Università degli Studi della Tuscia. I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda sul tema “Come finanziare una start up” alla quale hanno partecipato Stefano Penna – Direttore Scientifico Fondazione Roma Technopole, Elena Martelli – Portfolio Manager Zest Investments, Daniele Sciarrini – Responsabile U.O. Agevolazioni Mediocredito Centrale, Silvia Bulla – Area Manager Corporate Lazio Nord di UniCredit. Il pomeriggio si è concluso con una testimonianza di Leonardo Geronzi – Ceo & Co Founder di LivGemini. UniCredit Start Lab è la piattaforma di business di UniCredit, dedicata a startup e PMI innovative italiane di tutti i settori. Attraverso un programma articolato in numerose azioni e servizi, l’iniziativa ha l’obiettivo di assistere realtà imprenditoriali nazionali, affiancandole nel loro percorso di crescita e nello sviluppo di partnership strategiche con attori dell’ecosistema. Confermati anche per quest’anno i 5 settori di riferimento per UniCredit Start Lab: Clean Tech (Energie rinnovabili, Efficienza energetica, Mobilità sostenibile, Trattamento dei rifiuti), Innovative Made in Italy (Agrifood, Fashion & Design, Nanotecnologie, Robotica, Meccanica, Turismo e Industria 5.0), Digital (AI, SaaS, B2B Services& Platform, Hardware, Fintech, IoT), Life Science (Biotecnologie, Farmaceutica, Dispositivi Medici, Digital Health, Tecnologie di assistenza) e Impact Innovation (Prodotti e servizi innovativi capaci di generare un impatto sociale o ambientale). Le 10 startup selezionate per ognuna delle 5 categorie potranno accedere alla piattaforma di Start Lab che prevede: Le candidature per l’edizione 2026 sono aperte sino al prossimo 25 marzo. Per partecipare o ottenere maggiori informazioni, è possibile inviare una richiesta a: unicreditstartlab@unicredit.eu. RASSEGNA STAMPA
Al via l’indagine 2026 dell’Osservatorio Rome Technopole sull’Intelligenza Artificiale È aperta la rilevazione 2026 dell’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale di Rome Technopole, iniziativa promossa nell’ambito dell’AI&Analytics Lab con l’obiettivo di monitorare il livello di adozione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale e data-driven nel sistema produttivo. L’indagine si rivolge alle imprese interessate a contribuire alla mappatura delle applicazioni di AI nei processi aziendali, agli investimenti in ricerca e sviluppo, ai fabbisogni emergenti e alle prospettive future di utilizzo di queste tecnologie. Il questionario La partecipazione avviene tramite la compilazione del seguente questionario online: 📅 Scadenza per la compilazione: 12 marzo 2026 Le informazioni raccolte saranno analizzate esclusivamente in forma aggregata e anonima, nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. Un osservatorio per orientare l’ecosistema L’iniziativa si inserisce nelle attività dell’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale di Rome Technopole e mira a fornire un quadro aggiornato delle tendenze in atto, supportando la definizione di future azioni e strumenti a sostegno dell’ecosistema dell’innovazione. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a: ai@rometechnopole.it Per approfondire le attività dell’AI&Analytics Lab è disponibile la pagina dedicata sul sito Rome Technopole.
SpinOut! Showcase: la ricerca incontra il mercato e costruisce nuove traiettorie di impatto Il 16 febbraio 2026 si è concluso SpinOut!, il programma di imprenditorialità e innovazione promosso nell’ambito del Flagship Project 7 (FP7) di Rome Technopole e gestito da Zest, dedicato alla valorizzazione di progetti di ricerca ad alto potenziale nei settori Salute, Bio-Pharma e Life Sciences. SpinOut! Showcase ha rappresentato il momento culminante di un percorso intensivo che ha accompagnato team di ricerca nella trasformazione dei risultati scientifici in iniziative imprenditoriali concrete, attraverso formazione specialistica, mentorship e validazione di mercato supportata anche dalla piattaforma di intelligenza artificiale Aipermind. Un modello strutturato per trasformare eccellenza scientifica in valore Il programma SpinOut! nasce con un obiettivo chiaro: rafforzare in modo strutturale il collegamento tra ricerca accademica, sistema produttivo e capitale per l’innovazione. Come sottolineato da Stefano Penna, Direttore Scientifico di Rome Technopole, il programma consolida un modello operativo capace di integrare formazione imprenditoriale e validazione industriale, trasformando risultati scientifici ad alto potenziale in asset strategici per il Paese. Anche i Leader del Flagship Project 7, Giuseppe Roscilli e Augusto Giardini, hanno evidenziato come l’eccellenza scientifica, per generare impatto reale, debba essere accompagnata da condizioni strutturali che favoriscano la nascita di iniziative sostenibili e attrattive per il mercato. Lo Showcase: un ponte concreto tra ricerca, impresa e investitori L’evento finale ha rappresentato non solo la presentazione dei progetti sviluppati, ma anche un’occasione di dialogo tra ricercatori, imprese, investitori e istituzioni. La tavola rotonda moderata da Antonella Zullo, Amministratrice Delegata di Zest Innovation, ha visto il confronto tra esponenti di primo piano dell’ecosistema dell’innovazione, tra cui: Dal confronto è emersa con forza una parola chiave: impatto. Come evidenziato da Marco Gay, Presidente Esecutivo di Zest, accanto ai tradizionali indicatori di merito scientifico – come le pubblicazioni – diventa oggi fondamentale introdurre una nuova metrica: la capacità della ricerca di generare valore economico e sociale. Strumenti, agevolazioni e prospettive di crescita Ampio spazio è stato dedicato anche agli strumenti di supporto alla crescita delle startup innovative. Daniele Sciarrini ha presentato il Fondo Crescita Sostenibile di Mediocredito Centrale, sottolineando l’importanza di una visione di lungo periodo e dell’utilizzo strategico delle agevolazioni pubbliche, complementari alla finanza ordinaria. Il nuovo Fondo è destinato al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo sulla competitività del sistema produttivo nazionale. Nel corso dell’incontro è inoltre emerso il ruolo centrale delle università nei percorsi di innovazione, con l’intervento di Anna Rita Longhi, Responsabile dell’Ufficio Trasferimento tecnologico, Rapporti con le Imprese e Laboratori congiunti dell’Università di Roma Tor Vergata – Leader dello Spoke 2, che ha richiamato l’attenzione sulla filiera del trasferimento tecnologico e sugli strumenti sviluppati in questi tre anni — dai bandi a cascata alle iniziative dedicate a ricercatori e imprese — evidenziando le sfide che accompagnano i percorsi di innovazione, l’importanza di potenziare il dialogo tra ricerca e tessuto produttivo e l’impatto economico e sociale che tali processi possono generare. Life Sciences: un ecosistema da consolidare Nel settore Life Science, il trasferimento tecnologico richiede tempi, competenze e percorsi di validazione particolarmente complessi, anche alla luce delle stringenti regolamentazioni. Per questo motivo, la costruzione di un network integrato tra chi genera conoscenza, chi la sviluppa e chi la porta sul mercato rappresenta una leva strategica per la competitività del sistema Paese. Con SpinOut!, Rome Technopole conferma il proprio impegno nel costruire un ponte concreto tra laboratorio e mercato, contribuendo alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali e al rafforzamento di un ecosistema dell’innovazione capace di generare impatto sostenibile nel medio-lungo periodo. Progetti di ricerca Aztreopine Trojan-horse Conjugates – Università degi Studi di Roma Tor Vergata / Sapienza Università di Roma BIOLT – Università degli Studi di Roma Tor Vergata DELTA – Enea e-DoIT – Università degli Studi Roma Tre GastroTune – Università Campus Bio-Medico di Roma NeuroGBA Project – Istituto Superiore di Sanità Morecovery OstomyCare – Sapienza Università di Roma QUFACT – Sapienza Università di Roma TACTUS – CNR Toxin Biomarkers – Istituto Superiore di Sanità Programma
Digital Health Technology: Transizione Digitale e Dispositivi Medici Intelligenti Il prossimo 5 marzo 2026 è in partenza il corso di formazione “Digital Health Technology: Transizione Digitale e Dispositivi Medici Intelligenti”, sviluppato da Università di Roma Tor Vergata e Confindustria Dispositivi Medici all’interno dell’offerta formativa Rome Technopole. Si tratta di un corso gratuito, erogato in modalità ibrida: in presenza e in simultanea in streaming. Il corso fornisce una visione integrata della transizione digitale nei dispositivi medici, partendo dalle tecnologie fisiche abilitanti—sensori innovativi, volatilomica, elettronica flessibile, sistemi wearable e robotici—fino ai Digital Twin biomedicali e all’intelligenza artificiale per analisi avanzate. Vengono affrontati anche tracciabilità, sicurezza cyber-fisica e data governance per l’adozione clinica e industriale. Il percorso si conclude con un laboratorio progettuale in cui i partecipanti svilupperanno uno studio di fattibilità su casi reali proposti dalle aziende, applicando anche principi di Health Technology Assessment. Target Calendario lezioni Le prime 5 lezioni saranno comunque aperte a tutti, previa registrazione. Iscrizione Per iscriversi collegarsi al sito http://delphi.uniroma2.it e cliccare: Nel caso di Università: Nel caso di Azienda: Nel caso di Ente Partecipanti e output Il corso è aperto ad un numero di 30 partecipanti (50% per universitari e 50% per professionisti e dipendenti aziende ed enti). L’ammissione al corso avverrà di massima sulla base dell’ordine di arrivo delle domande, garantendo al contempo una rappresentanza bilanciata tra università, enti, ed aziende.I candidati eccedenti la graduatoria potranno comunque seguire le lezioni senza svolgere il Project Work Al temine del corso, a coloro che avranno completato tutto il percorso, verranno rilasciate microcredenziali sulle competenze acquisite pari a 2 CFU. A tutti gli altri partecipanti sarà rilasciato, a richiesta, un attestato di partecipazione. Programma 14 ore di lezioni frontali in modalità ibrida + 10 ore di project work 5 Marzo 2026, ore 14:30 6 Marzo 2026, ore 14:30 20 Marzo 2026, ore 14:30 13 Marzo 2026, ore 14:30 17 Marzo 2026, ore 14:30 13 Aprile 2026, ore 14:30 Project work: 10 ore I 30 partecipanti, suddivisi in 6 gruppi, coordinati da un tutor aziendale, lavoreranno in autonomia alla definizione dei casi applicativi concreti proposti da aziende, scegliendo una delle tecnologie trattate. Ogni gruppo seguirà un approccio ispirato ai principi di Health Technology Assessment, così da integrare considerazioni tecniche, cliniche, organizzative ed economiche nella valutazione delle soluzioni proposte.
Assemblea Generale dei Soci della Fondazione Rome Technopole Il 29 gennaio 2026 si è svolta l’Assemblea Generale dei Soci della Fondazione Rome Technopole, un momento centrale di confronto e condivisione tra tutti i partner del progetto. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto sul percorso intrapreso, valorizzare i risultati raggiunti e delineare le prossime linee di azione, confermando il forte spirito di collaborazione che anima la comunità di Rome Technopole. I Soci hanno ribadito il comune impegno nel promuovere innovazione, trasferimento tecnologico e formazione avanzata, rafforzando il ruolo di Rome Technopole come ecosistema di riferimento per la ricerca e lo sviluppo della Regione Lazio, in coerenza con gli obiettivi strategici del programma e del PNRR.
Rome Technopole: l’infrastruttura di ricerca che cambia il volto dell’innovazione nel Lazio Dall’articolo pubblicato su la Repubblica – 26 gennaio 2026 La ricerca scientifica italiana presenta una caratteristica peculiare: esprime eccellenze riconosciute a livello internazionale e dispone di un patrimonio di competenze e infrastrutture di grande valore. La sfida è rendere questo potenziale sempre più integrato e capace di contribuire in modo continuativo all’innovazione e allo sviluppo. Accanto al tema delle risorse, assumono quindi importanza il rafforzamento delle connessioni tra le diverse realtà di ricerca, una maggiore visibilità delle competenze disponibili e un accesso più ampio alle infrastrutture avanzate, anche oltre i singoli contesti accademici. È da questa consapevolezza che nasce l’infrastruttura di ricerca del Rome Technopole, un progetto che prova a rovesciare l’approccio tradizionale. La scelta di fondo è chiara: non costruire un nuovo centro, ma mettere in rete ciò che è già presente nel territorio. Laboratori, strumentazioni e competenze vengono organizzati in una struttura distribuita, pensata per rendere la ricerca più aperta, interconnessa e capace di dialogare con il mondo produttivo e con il territorio. In un Paese dove la collaborazione tra università, enti di ricerca e imprese è spesso episodica, il Rome Technopole tenta di trasformarla in metodo. L’infrastruttura è sviluppata nell’ambito dello Spoke 6 del progetto Rome Technopole, coordinato da Sapienza Università di Roma, e si fonda su un elemento chiave: una piattaforma digitale che rende visibile e accessibile l’offerta di ricerca. Attraverso questo strumento è possibile orientarsi tra laboratori, servizi, competenze e modalità di utilizzo, superando una delle principali criticità del sistema della ricerca italiano, spesso percepito come opaco e difficile da decifrare per chi ne è esterno. Al centro dell’iniziativa vi è una ridefinizione del ruolo dei laboratori. Non più spazi chiusi, riservati a singoli gruppi di ricerca, ma risorse condivise all’interno di una rete. I laboratori aderenti all’infrastruttura diventano luoghi in cui ricercatori, imprese e altri attori possono incontrarsi per sviluppare, testare e validare nuove soluzioni tecnologiche. Un modello che si rivela particolarmente adatto ad affrontare sfide complesse come la transizione energetica, l’intelligenza artificiale, la sicurezza informatica, i nuovi materiali e le tecnologie per la salute, ambiti in cui nessuna competenza, da sola, è sufficiente. Il nucleo tecnologico più avanzato dell’infrastruttura è IR2-Tech, una rete di 95 laboratori messi in collegamento attraverso 39 hub delle principali realtà di ricerca ed universitarie del territorio regionale: Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università degli Studi di Roma Tre, Università degli Studi della Tuscia, Università Campus Bio-Medico di Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, ENEA, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Istituto Superiore di Sanità. Per ciascun laboratorio, la piattaforma fornisce informazioni dettagliate sulle attività svolte, sulle strumentazioni disponibili e sui team scientifici. L’accesso è modulabile e trasparente, con diverse formule di utilizzo e un tariffario pubblico che consente a imprese e ricercatori di valutare concretamente opportunità e costi. Insieme ai laboratori di ricerca avanzata, gli Open Lab riuniscono comunità di esperti suddivise in dodici macro-settori tematici. Il loro compito è facilitare l’incontro tra domanda e offerta di ricerca, svolgendo una funzione di orientamento soprattutto per quei soggetti che non possiedono una conoscenza approfondita del sistema scientifico. I 77 gruppi di ricerca che compongono gli Open Lab contribuiscono così a rendere l’infrastruttura più accessibile e a ridurre le asimmetrie informative che spesso frenano la collaborazione. Un ulteriore livello è costituito dai Joint Lab, laboratori pensati per la realizzazione di progetti di ricerca condivisi tra più partner. In molti casi riuniscono università, enti di ricerca e imprese, creando le condizioni per un trasferimento tecnologico più diretto e continuativo. I 20 Joint Lab attivi testimoniano la volontà di superare la logica delle collaborazioni occasionali, puntando su relazioni stabili e su una progettualità condivisa nel tempo. L’infrastruttura del Rome Technopole investe anche sulla formazione avanzata, attraverso le Advanced Technology Schools. Queste iniziative, rivolte in particolare ai giovani ricercatori, puntano a rafforzare le competenze operative sull’uso di strumentazioni e tecnologie complesse, con un approccio esperienziale che integra ricerca e formazione. Nel suo insieme, il Rome Technopole si propone come un esperimento di politica della ricerca che guarda alla cooperazione come leva strategica. Per le imprese rappresenta un’opportunità di accesso a competenze e tecnologie avanzate senza investimenti proibitivi. Per il mondo accademico, un contesto più coordinato e competitivo. Ma soprattutto, contribuisce a promuovere un’idea di ricerca come infrastruttura condivisa, capace di generare valore pubblico e di incidere sullo sviluppo del Paese. Visita il portale dedicato per accedere ai laboratori della rete, agli incubatori, ai joint labs e agli Open Labs dell’ecosistema di innovazione Rome Technopole.
Le attività dell’Istituto Superiore di Sanità in Spoke 2: risultati e prospettive Si è svolto il 17 e 18 dicembre 2025, presso l’Aula Rossi dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il convegno “Le attività dell’ISS in Spoke 2, tra Ricerca e Innovazione”, evento conclusivo delle attività realizzate dall’ISS nell’ambito dello Spoke 2 – Trasferimento tecnologico, nuova imprenditorialità, incubazione e accelerazione di impresa del progetto Rome Technopole, finanziato dal PNRR – Next Generation EU. L’iniziativa ha rappresentato un momento di sintesi e confronto tra istituzioni, mondo della ricerca, sistema sanitario e stakeholder industriali, offrendo una visione complessiva dei risultati raggiunti e delle prospettive future per la valorizzazione della ricerca e l’innovazione nel settore salute e bio-pharma. L’apertura dei lavori Ad aprire i lavori del convegno, è stato l’intervento della Direttrice Generale della Fondazione Rome Technopole, Dott.ssa Sabrina Saccomandi, che ha sottolineato il valore dell’approccio collaborativo alla base dell’Ecosistema, oggi composto da 55 partner tra università, enti di ricerca, istituzioni e imprese. Guardando oltre l’orizzonte del PNRR, la Fondazione ha ribadito la necessità di rafforzare un modello basato sull’offerta di servizi e sulla dimostrazione del valore strutturale dell’Ecosistema, in una prospettiva di sostenibilità post-2026. Spoke 2: risultati raggiunti e sfide future Il quadro delle attività dello Spoke 2 è stato approfondito dal Prof. Renato Baciocchi, Coordinatore dello Spoke 2 e Prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che ha descritto la complessità e l’ampiezza del progetto. Tra gli obiettivi principali di Spoke 2, è stata ribadita la volontà di: Nel corso del progetto sono stati avviati oltre 60 progetti di Proof-of-Concept e prototipazione, molti dei quali con il coinvolgimento diretto dell’ISS, in particolare nei settori dei dispositivi medici e della diagnostica. Accanto a questi, i bandi a cascata e i programmi di accelerazione e incubazione hanno sostenuto PMI, start-up e spin-off, favorendo la contaminazione tra ricerca e impresa. Il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità Il ruolo dell’Istituto Superiore di Sanità è stato al centro dell’intervento del Dott. Franco Cardone, Primo Ricercatore dell’ISS, che ha evidenziato il contributo multidisciplinare dell’Ente nell’ambito della sanità pubblica, dalla certificazione dei dispositivi medici alla ricerca biomedica e veterinaria. L’ISS ha sottolineato l’efficacia operativa dell’ecosistema Rome Technopole, che ha consentito di ottenere risultati concreti in diversi ambiti di ricerca, di sviluppare percorsi formativi avanzati e di contribuire alla realizzazione di infrastrutture strategiche come IR2Tech. Formazione, mentoring e supporto all’innovazione Nel corso dell’evento sono state presentate anche le numerose attività di formazione, mentoring e supporto all’innovazione sviluppate dall’ISS nell’ambito di Spoke 2 e del Flagship Project 4 e Flagship Project 7. Il Master in Gestione integrata dei Dispositivi Medici, l’ADVANCE Course on Cell and Gene Therapies, le Micro-Credenziali Pharma, i Laboratori di Prototipizzazione e progetti come Téchne e SpinOut! hanno dimostrato come la formazione rappresenti un elemento chiave per accompagnare la ricerca verso applicazioni concrete e sostenibili, per favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali. Il progetto SIREN: innovazione per la sicurezza in medicina nucleare La sessione dedicata al progetto SIREN ha permesso di approfondire uno strumento innovativo per la segnalazione e l’analisi di incidenti e near miss in medicina nucleare. Attraverso le presentazioni dei diversi moduli del progetto, sono stati illustrati sistemi avanzati di dosimetria online, soluzioni per la stima dell’esposizione dei caregiver e i primi risultati delle sperimentazioni condotte in strutture sanitarie italiane. La tavola rotonda conclusiva ha coinvolto rappresentanti di IRCCS e ospedali nazionali, offrendo un momento di confronto sulle lessons learned, sull’impatto operativo di SIREN e sulle prospettive di adozione su scala più ampia, anche in un’ottica di trasferimento tecnologico e sostenibilità del sistema. Il progetto π-RIPI: IT e AI per monitorare la sicurezza dei dispositivi impiantabili La giornata del 18 dicembre 2025 è stata dedicata alla presentazione di π-RIPI , un progetto sviluppato in Rome Technopole grazie al lavoro sinergico di tre suoi partners (Istituto Superiore di Sanità, BVTech e Confindustria-DM) mirato a realizzare la piattaforma di gestione dei dati del RIPI (Registro nazionale delle protesi impiantabili), un flusso informativo innovativo essenziale per monitorare la sicurezza degli impianti. È stata illustrata l’architettura del sistema modulare e scalabile progettato seguendo i principi di sicurezza e interoperabilità by-design, l’integrazione in esso di uno specifico modulo AI, la sua possibile interoperabilità con altri database a livello internazionale, attraverso un confronto tra la realtà italiana e quella inglese. La tavola rotonda conclusiva ha coinvolto i partner di π-RIPI e gli esperti del National Joint Registry (NJR), il più ampio sistema di monitoraggio delle protesi ortopediche a livello mondiale con oltre 4,5 milioni di interventi registrati, in un confronto su esperienze maturate, sfide, prospettive future e impatto dei registri per la sanità pubblica, con un focus sull’integrazione di tecnologie AI per il trasferimento tecnologico e la sostenibilità, come motori di evoluzione del sistema. Un ponte tra ricerca, sanità e impresa Nel complesso, il convegno ha messo in evidenza come le attività dello Spoke 2 contribuiscano concretamente a trasformare la ricerca in soluzioni applicabili, rafforzando il dialogo tra mondo scientifico, sistema sanitario e imprese. L’esperienza dell’ISS all’interno di Rome Technopole si conferma così un modello virtuoso di integrazione tra competenze, infrastrutture e innovazione, con ricadute significative per la salute pubblica e lo sviluppo del territorio.
Fondamenti di Intelligenza Artificiale, Governance e Regolamentazione per le Aziende: pubblicazione e assegnazione Open Badge La Fondazione Rome Technopole comunica che per il corso “Fondamenti di Intelligenza Artificiale, Governance e Regolamentazione per le Aziende”, creato in sinergia da Università degli Studi Roma Tre, Università Campus Bio-Medico di Roma e UniCredit per l’offerta formativa Rome Technopole, sono stati pubblicati e assegnati gli Open Badge, la certificazione digitale delle competenze acquisite. La pubblicazione è avvenuta tramite la piattaforma Bestr ed è consultabile al seguente link: OPEN BADGE
Rome Technopole Headquarter: posata la prima pietra della nuova sede a Pietralata Venerdì 19 dicembre 2025 si è svolta la cerimonia ufficiale per la posa della prima pietra del nuovo edificio Rome Technopole Headquarter che segna un passo fondamentale nello sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione italiano: l’infrastruttura sarà un polo avanzato dedicato alla ricerca, all’alta tecnologia e all’attrazione di talenti e investimenti nazionali e internazionali. A posare la prima pietra Antonella Polimeni, Rettrice di Sapienza Università di Roma e Presidente della Fondazione Rome Technopole, insieme con il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, il Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo e il Segretario generale del Ministero dell’Università e della Ricerca Marco Mancini e il Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti. Presenti alla cerimonia anche Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, e Massimiliano Umberti, Presidente del IV Municipio Roma. Parte così il cantiere per la realizzazione dell’edificio che ospiterà la sede del Rome Technopole, dopo la fase progettuale e di affidamento dei lavori svolta da Sapienza in qualità di stazione appaltante; la consegna dei nuovi spazi è prevista per dicembre 2026. L’impegno finanziario dell’opera è di circa 11 milioni di euro del PNRR, di cui oltre 6 milioni di euro erogati dalla Regione Lazio nell’ambito della strategia per la ricerca e l’innovazione tecnologica, rientrano nel Programma regionale FESR 2021-2027. “La posa della prima pietra è un gesto antico, che richiama l’idea di fondazione, di inizio, di responsabilità verso ciò che è e che verrà – dichiara Antonella Polimeni – Oggi questo gesto assume un valore particolare, perché riguarda un progetto che vuole dare vita e forma non soltanto a uno spazio fisico, ma mette le fondamenta a una visione di futuro per la nostra Regione, per Roma Capitale e per il Paese. Con l’avvio dei lavori del Rome Technopole HeadQuarter si dimostra che l’Italia può fare sistema, mettendo in rete competenze, infrastrutture e responsabilità istituzionali, grazie a una grande alleanza tra università, enti di ricerca, istituzioni pubbliche e sistema produttivo, che hanno scelto di lavorare insieme in modo stabile, condividendo obiettivi, visione e metodo. Rome Technopole è una sfida che il Paese non può permettersi di non cogliere, nata grazie all’impulso del PNRR, che ha agito come enzima, accelerando processi e connessioni. Ma è una sfida che guarda oltre il PNRR, con uno sguardo di ampia prospettiva, fondata sulla fiducia reciproca tra i partner e sulla convinzione che la conoscenza sia l’infrastruttura più solida del futuro.” Il nuovo hub dell’innovazione rappresenta un importante intervento di rigenerazione urbana e tecnologica nel cuore del quadrante nord-est di Roma, nel quartiere di Pietralata, con l’ambizione di essere esso stesso un modello: l’edificio è stato progettato con criteri di sostenibilità e di efficienza e sarà realizzato con soluzioni estremamente innovative messe a punto per ottimizzare la performance energetica, integrando in esso tante tecnologie all’avanguardia, dai sistemi di isolamento termico e acustico agli impianti fotovoltaici, da renderlo nZEB (nearly Zero Energy Building). L’edificio, con una superficie utile di circa 2300 mq articolati su tre piani, sarà autosufficiente dal punto di vista energetico, con produzione e stoccaggio di energia elettrica da fonti rinnovabili, e fortemente improntato a una circolarità delle risorse in uso, come materiali, rifiuti e acqua: la gestione prevede impianti duali, recupero e riuso delle acque piovane e grigie, sistemi di depurazione integrati col verde. Un ruolo fondamentale lo svolge la serie di sistemi bioclimatici passivi posti alla base del progetto, che producono al contempo un abbattimento del fabbisogno di energia, un’elevazione del comfort ambientale interno ed esterno all’edificio, e una maggiore capacità di resilienza e di adattamento climatico, oltre che a contribuire indirettamente ai complessivi processi di decarbonizzazione e di mitigazione climatica. Rome Technopole Headquarter ospiterà laboratori di ricerca all’avanguardia, uffici e spazi per startup e imprese ad alto contenuto tecnologico, aree didattiche e di collaborazione tra mondo accademico e industria, nonché ambienti condivisi per eventi, workshop e conferenze che si offrono anche come campo di applicazione dinamica di installazione temporanea di prototipi di componenti e sistemi innovativi per l’edilizia. Il progetto complessivo prevede la realizzazione della sede della Fondazione Rome Technopole in un’area, quella del “Lotto B”, a cui si aggiungerà almeno un nuovo edificio e realizzare il Polo Tecnologico, per un totale di altri circa 3.500,00 mq. Il complesso si configurerà come un impianto a corte aperta, connesso direttamente al quartiere di Pietralata, grazie all’area pedonale e a un edificio-ponte: sarà dunque un elemento-chiave capace di esercitare il ruolo di volàno per una efficace rigenerazione urbana del quadrante nord est della Capitale. L’intervento, in stretta connessione con le aree di verde attrezzato, gli spazi aperti, gli spazi pedonali e i percorsi di collegamento, è concepito nell’ambito del piano di mobilità sostenibile: una grande passerella pedonale per connettere la Stazione Tiburtina con l’intera nuova area di Pietralata, la pista ciclabile che partirà dal Rome Technopole e seguirà le infrastrutture stradali in corso di realizzazione; inoltre due aree di parcheggio dedicate con zone riservate alla ricarica di auto e veicoli elettrici e zone riservate al car-sharing. RASSEGNA STAMPA