Blue Economy e sviluppo dei territori: Rome Technopole al confronto con istituzioni e imprese Dall’articolo pubblicato su Il Giornale, 1° agosto 2026 Il 31 luglio 2026, piazzale Cresci a San Felice Circeo era gremito per il nuovo appuntamento degli “A Better Tomorrow Days”, format ideato dall’agenzia di comunicazione Cenacoli in collaborazione con BAT Italia che mette a confronto imprenditori, istituzioni e cittadini su temi di interesse pubblico. Dopo la cerimonia di inaugurazione del nuovo lungomare di San Felice Circeo, con il taglio del nastro fatto dal sindaco Monia Di Comiso e dalla vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, ha preso il via il dibattito dedicato alla blue economy “Il mare genera valore” al quale hanno partecipato i vicepresidenti del Senato e della Camera, Gian Marco Centinaio e Fabio Rampelli, l’europarlamentare Salvatore De Meo, la senatrice Silvia Fregolent, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, l’avvocato Antonino Galletti, in rappresentanza della Fondazione Rome Technopole, e Andrea Di Paolo, vicepresidente di BAT Italia che, come “padrone di casa” ha aperto la discussione: «La blue economy ci ricorda che il valore di un’iniziativa non si misura soltanto nei risultati che produce direttamente ma anche nella sua capacità di generare sviluppo e opportunità per i territori. Con BAT lo abbiamo osservato nella campagna “Piccoli Gesti, Grandi Crimini”, che dal 2020 ha coinvolto 28 amministrazioni locali e 34 tappe in tutta Italia, contribuendo nelle città partecipanti – tra le quali anche il Circeo per ben due anni – con una riduzione del littering da mozzicone pari al 59%. Lo stesso principio emerge anche a Trieste, dove l’ultimo studio del MIB sul nostro A Better Tomorrow Innovation Hub ha calcolato un impatto economico complessivo di 275,6 milioni di euro e un effetto moltiplicativo fino a 5,5 euro per ogni euro prodotto. Un risultato particolarmente significativo se si considera che oltre il 90% del valore aggiunto generato rimane in Friuli-Venezia Giulia. Esperienze molto diverse tra loro che dimostrano come i risultati più significativi nascano quando un’iniziativa riesce a generare benefici che si estendono ben oltre il suo obiettivo iniziale, coinvolgendo persone, comunità e territori.» Di territorio e rispetto ha aggiunto una sua riflessione l’onorevole Fabio Rampelli: «L’architettura deve essere rispettosa di un posto incantevole come questo, dove si trovano magicamente tanti elementi importanti; è fondamentale investirci, facendo opere pubbliche di rilievo come quella della riqualificazione del lungomare: è stato un segno di sensibilità da parte della Regione Lazio e dell’amministrazione locale. Questi sono luoghi dal paesaggio ineguagliabile: l’archeologia, le mura ciclopiche, il centro storico medievale, il mare pulito possono aiutare a migliorare la ricezione turistica. Il Mar Tirreno fino ad oggi è stato interpretato come un ostacolo ma in realtà è risorsa, un’opportunità ineguagliabile per far crescere la nazione.» Dopo il taglio del nastro, la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha puntato i riflettori sugli importanti risultati e numeri del territorio: «La Blue Economy rappresenta un settore strategico dell’economia nazionale, con un fatturato di oltre 80 miliardi di euro. Nel Lazio possiamo contare su un patrimonio naturale di quasi 400 chilometri di costa, 24 comuni costieri e le isole: numeri che fanno della nostra regione la prima in Italia per numero di imprese dell’economia del mare, con 38 mila imprese del comparto, un numero in crescita che rappresenta un vero primato. La Regione Lazio ha stanziato un finanziamento di 20 milioni di euro per interventi di riqualificazione urbanistica e ambientale dei comuni costieri, tra cui il nuovo lungomare del Circeo. Il nostro mare è una risorsa strategica che va valorizzata attraverso interventi di sostenibilità, il potenziamento delle infrastrutture e il rafforzamento della sicurezza.» E sulla sicurezza, l’europarlamentare Salvatore De Meo ha aperto una interessante parentesi su un tema sconosciuto a molti: «Il mare non è più soltanto una risorsa economica ma una vera e propria infrastruttura geopolitica alla quale finalmente siamo riusciti a dare la giusta importanza e ragionare a un sistema che lo difenda. L’underwater oggi è considerato il quinto dominio: due terzi del nostro globo che sono coperti dall’acqua e se pensate che sotto i nostri mari c’è il 95% dei cavi dei nostri traffici dati, potete immaginare quanto sia importante saper governare la sicurezza in questo ambito. Parliamo spesso di protezione delle infrastrutture marittime ma sotto il mare c’è una vera e propria rete nervosa di informazioni e movimentazioni: se fosse vulnerabile e venisse colpita, interi paesi potrebbero andare in tilt. Per questo, oggi l’Europa sta lavorando per un quadro regolatorio chiaro con cui garantire la sicurezza anche nei fondali dei nostri mari.» Ai numeri sulla sicurezza, la senatrice Silvia Fregolent ha aggiunto quelli sulla Blue economy: «Grazie al nostro mare, l’Italia produce 237 miliardi di euro, dando lavoro a 253.000 imprese. Con questi numeri, non si può parlare di economia marginale, anzi; bisogna implementare la gestione delle coste ma anche ragionare sulle infrastrutture. Negli Stati Uniti, la Florida è paragonabile al Circeo e ad altre nostre località balneari ricercate per il turismo estivo ma è necessario creare stazioni dei treni, velocizzare i trasporti: impiegare tre ore per arrivare qui da Roma non è pensabile, è normale che, visti i tempi, ci sia chi preferisce pagare qualcosa di più e andare comodamente all’estero. Questo trend va invertito.» Altri trend riguardano il settore agroalimentare ma spesso non dipendono dall’Italia, come ha sottolineato il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio: «Il mare viene in mente alla gente nel periodo di vacanza, da giugno a ottobre, per poi essere dimenticato. Ma negli altri mesi vive e va protetto. Quando, da ministro, andavo a parlare con l’Europa, per discutere delle opportunità legate ai nostri pescatori e alla economia del mare, ci trovavamo davanti dei referenti che il mare non lo avevano visto nemmeno in cartolina. Oppure ti confrontavi con chi veniva dal Mare Del Nord o altre realtà completamente diverse e non paragonabili alla nostra. In Europa non possono cambiare le carte in tavola ogni giorno: in alcuni periodi il tonno, per fare un esempio, si trovava spesso; poi, con i cambi di norme, era quasi scomparso: servono equilibrio e conoscenza della materia. Ci sono limitazioni che non consentono ai
La Regione Lazio investe altri 15 milioni di euro sul Rome Technopole di Pietralata Dall’articolo pubblicato su Roma Today – 24 luglio 2026 Il finanziamento a favore del progetto del Rome Technopole di Pietralata cresce ancora. La giunta regionale del Lazio ha approvato altri 15 milioni di euro, come risposta all’aggiornamento della Strategia territoriale “Ecosistema dell’innovazione” varato da Roma Capitale. Il finanziamento viene rimodulato nell’ambito del PR Lazio FESR 2021-2027. La Regione aggiunge 15 milioni sul Rome Technopole Con questi 15 milioni, come spiegato dalla vicepresidente del Lazio Roberta Angelilli, si arriva a complessivi 22 milioni di euro per il progetto innovativo di Pietralata, dopo i 7 già investiti per il completamento del primo lotto. Questi 15, infatti, serviranno al lotto 2 del complesso “e confermano l’impegno nella riqualificazione dell’area di Pietralata e nella costruzione di un grande polo europeo dedicato alla ricerca, all’innovazione e al trasferimento tecnologico” fa sapere Angelilli. Infrastruttura strategica per il Lazio “Il Rome Technopole rappresenta una delle infrastrutture strategiche su cui il Lazio punta per rafforzare la propria competitività, valorizzando il patrimonio di ricerca delle università e dei centri scientifici e creando un ponte sempre più forte tra conoscenza, imprese e mercato. L’obiettivo è costruire un ecosistema dell’innovazione capace di sostenere la crescita delle startup, delle PMI e delle grandi aziende, consolidando filiere tecnologiche strategiche e attirando nuovi investimenti”, aggiunge la vicepresidente e assessora regionale allo Sviluppo Economico. L’importanza del lotto 2 Il lotto 2 rappresenterà il cuore del polo avanzato del Rome Technopole: una struttura di ricerca all’avanguardia al servizio delle imprese e dello sviluppo economico del territorio, una piattaforma tecnologica multisettoriale dedicata alla ricerca applicata, alla sperimentazione tecnologica e allo sviluppo industriale. Con circa 2.500 metri quadrati di spazi altamente flessibili, integrati con il lotto 1, il nuovo edificio ospiterà laboratori di sperimentazione, Joint Lab, startup, PMI innovative e attività di ricerca e sviluppo realizzate in collaborazione con grandi imprese e filiere tecnologiche e produttive strategiche, favorendo la connessione tra università, centri di ricerca e sistema industriale. Dall’aerospazio all’agrifood Il nuovo polo sarà dedicato ai principali ambiti tecnologici strategici: aerospazio, trasformazione digitale, intelligenza artificiale e supercalcolo, biofarmaceutico, medicina digitale, dispositivi e sensori per la salute, agrifood, sostenibilità e transizione energetica. Tra le infrastrutture previste saranno presenti anche laboratori per la sperimentazione di droni a uso civile, destinati allo sviluppo e alla validazione di applicazioni innovative per il monitoraggio del territorio, la logistica, l’agricoltura di precisione e altri servizi avanzati. Angelilli: “Rafforziamo ecosistema dell’innovazione” “Con questo investimento vogliamo rafforzare un ecosistema dell’innovazione capace di accelerare il trasferimento tecnologico, sostenere la crescita delle imprese e consolidare le filiere produttive strategiche del Lazio – conclude Angelilli – Il Rome Technopole sarà un’infrastruttura fondamentale per rendere la nostra regione sempre più competitiva in Europa, trasformando ricerca e innovazione in sviluppo concreto per il territorio”.
Rome Technopole al centro della strategia di sviluppo e innovazione del Lazio Dall’articolo pubblicato su la Repubblica – 9 luglio 2026 Il Rome Technopole, il più avanzato centro di ricerca applicata ai fini industriali della città, prende ormai forma. E sarà pronto a gennaio. Il super computer della Capitale, il secondo in Italia, da settembre muoverà i suoi primi passi burocratici. E infine ecco tre miliardi sulla farmaceutica, tutti privati, in arrivo probabilmente già quest’anno per realizzare fabbriche nel distretto industriale di Latina e Frosinone, di cui uno della Novo Nordisk sul polo produttivo di Anagni. Ad un anno dal suo varo inizia a prendere forma il piano industriale del Lazio, sviluppato dalla Regione in collaborazione con Unindustria. Ieri a fare il tagliando al documento sono stati il presidente della Regione, Francesco Rocca, e il capo degli industriali laziali, Giuseppe Biazzo. I due, in compagnia dell’assessora allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, hanno verificato lo stato di avanzamento di molti dei progetti contenuti nel piano. Due, in particolare, sono stati gli argomenti al centro delle richieste di aggiornamento di Unindustria: la zona logistica speciale, rallentata da mille problemi dopo la sua approvazione normativa avvenuta nel 2025, e il consorzio industriale unico del Lazio, su cui la Regione è al lavoro e in attesa della predisposizione di una legge. «Il bilancio del piano industriale è positivo — ha commentato Biazzo — però non dobbiamo assolutamente dimenticarci che bisogna fare ancora tanto. La zona logistica speciale è stata approvata ma bisogna riparametrarla perché ci sono aree che non sono state inserite. Bisogna fare immediatamente il comitato di indirizzo che ne porti avanti la realizzazione. E poi penso al consorzio industriale che serve per andare avanti e per centrare l’obiettivo che l’Europa si è data di portare al 20% del Pil la produzione industriale, oggi al 14%». Ci sarà molto da lavorare, e per questo la Regione ha annunciato che anche nel 2026 le risorse a disposizione del sostegno alle imprese ammonteranno a circa 500 milioni. «Sul consorzio — ha poi aggiungo Rocca — andiamo avanti e spero non ci siano ripensamenti di sorta. Per noi non è mai stata una questione di poltrone». Fin qui le richieste degli industriali. Come detto, però, avanzano nel Lazio anche gli investimenti pubblici e privati, tanto che la Regione potrebbe centrare una crescita del 2% del Pil. Vanno in questa direzione alcuni punti fermi pensati per lo sviluppo tecnologico della capitale, a partire dal Rome Technopole, in corso di realizzazione a Pietralata. «A gennaio — ha annunciato Angelilli — inaugureremo il primo pezzo del tecnopolo che sarà dedicato ai settori di aerospapzio, scienze della vita e intelligenza artificiale. Tra pochi giorni, poi, approveremo in giunta il finanziamento di 15 milioni per il secondo lotto». Novità sono attese a breve anche per il super computer che nascerà nel quasi omonimo Tecnopolo Tiburtino, solo qualche chilometro più a nord di quello di Pietralata. «Ci siamo — ha aggiunto Angelilli — Su questo tema è in corso un interlocuzione con il consorzio Cineca e a settembre sarà avviato un tavolo di lavoro operativo. Si parte da 50 milioni ma la Regione è pronta a rafforzare l’investimento». E se tutto questo non dovesse bastare per sviluppare il territorio regionale il sogno si chiama Olimpiadi. Gli industriali sono già schierati: «Bene che si vogliano fare, in passato non è stato scontato — ha detto Biazzo — i grandi eventi sono positivi».
La Fondazione Rome Technopole esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del Professor Antonino Cattaneo La Fondazione Rome Technopole esprime il proprio profondo cordoglio per la scomparsa del Professor Antonino Cattaneo, neuroscienziato di fama internazionale e Presidente di EBRI – European Brain Research Institute, figura di straordinario rilievo nel panorama della ricerca scientifica nazionale e internazionale. Nel corso della sua carriera, il Professor Cattaneo ha contribuito in modo determinante al progresso delle neuroscienze, distinguendosi per l’eccellenza della sua attività scientifica, l’impegno nella ricerca sulle malattie neurodegenerative e la costante attenzione alla formazione delle nuove generazioni di ricercatori. Il suo lavoro rappresenta un riferimento per la comunità scientifica e un esempio di come la ricerca possa tradursi in innovazione e impatto per la società. In questo momento di profondo dolore, la Fondazione Rome Technopole si unisce al cordoglio della famiglia, dei colleghi, dei collaboratori e di tutta la comunità di EBRI, esprimendo le più sentite condoglianze. Il ricordo del Professor Antonino Cattaneo continuerà a vivere attraverso il patrimonio di conoscenze, il rigore scientifico e la passione per la ricerca che hanno contraddistinto il suo percorso umano e professionale, lasciando un’eredità preziosa per il mondo della scienza e dell’innovazione.
Rome Technopole incontra la Consulta dei Giovani Imprenditori e Professionisti del Lazio Dialogo sul futuro dell’innovazione e delle professioni Si è svolto lunedì 6 luglio 2026, presso il Dipartimento di Chimica di Sapienza Università di Roma, l’incontro “Rome Technopole e il futuro delle professioni”, promosso dalla Fondazione Rome Technopole in collaborazione con la Regione Lazio e la Consulta dei Giovani Imprenditori e Professionisti del Lazio. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra il sistema della ricerca, delle istituzioni, delle imprese e delle professioni, con l’obiettivo di presentare la missione, le attività e le opportunità offerte dall’ecosistema dell’innovazione Rome Technopole ai giovani professionisti e imprenditori del territorio. Ad aprire i lavori sono stati Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione, e Antonino Galletti, Consigliere della Fondazione Rome Technopole in rappresentanza della Regione Lazio, che hanno evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni, università, imprese e professioni per sostenere lo sviluppo dell’innovazione nel territorio regionale. Nel corso dell’incontro, Sabrina Saccomandi, Direttrice Generale della Fondazione Rome Technopole, ha illustrato la missione della Fondazione e il modello di governance. A seguire, Federica Santuccio, Responsabile Tecnico-Scientifico della Fondazione, ha approfondito i pilastri strategici e il piano d’azione di Rome Technopole. A portare il punto di vista della ricerca sono intervenuti anche la Prof.ssa Silvia Conforto, Coordinatrice dello Spoke 3 “Formazione universitaria, corsi di dottorato industriali, internazionalizzazione”, e il Prof. Renato Baciocchi, Coordinatore dello Spoke 2 “Trasferimento tecnologico, nuova imprenditorialità, incubazione e accelerazione di impresa”, che hanno presentato le principali attività sviluppate negli ambiti della formazione e del trasferimento tecnologico, illustrando alcuni dei risultati conseguiti e le prospettive di sviluppo, con particolare attenzione alle opportunità di trasferimento tecnologico e di collaborazione con il tessuto produttivo e professionale del territorio. L’incontro si è concluso con una partecipata sessione di confronto, durante la quale i membri della Consulta hanno avuto l’opportunità di approfondire i temi affrontati e dialogare con i rappresentanti della Fondazione e dei partner accademici. L’iniziativa conferma l’impegno di Rome Technopole nel promuovere un dialogo costante con il mondo delle imprese e delle professioni, favorendo la diffusione della cultura dell’innovazione e la costruzione di nuove sinergie tra ricerca, formazione e sistema produttivo, a beneficio della crescita e della competitività del territorio.
Rome Technopole protagonista del nuovo numero speciale di GEOmedia Un intero numero di GEOmedia dedicato a Rome Technopole. La storica rivista italiana di geomatica, geoinformazione e innovazione tecnologica dedica il suo nuovo numero speciale alla Fondazione, proponendo un ampio percorso di approfondimento sul modello, sulle attività e sulle prospettive di uno dei principali ecosistemi dell’innovazione in Italia. Attraverso contributi, interviste e approfondimenti tematici, la pubblicazione racconta la nascita e l’evoluzione di Rome Technopole, mettendone in luce la missione, la visione strategica e il ruolo nella promozione della collaborazione tra università, enti pubblici di ricerca, imprese e istituzioni. Un modello fondato sulla condivisione delle competenze e sulla capacità di trasformare la ricerca scientifica in innovazione, sviluppo economico e valore per il territorio. A rappresentare simbolicamente questo percorso è anche la copertina della rivista, dedicata al cantiere della futura sede di Rome Technopole a Pietralata, destinata a diventare uno spazio di incontro tra ricerca, formazione, trasferimento tecnologico e impresa. Un’immagine che racconta concretamente una visione in continua evoluzione e l’impegno della Fondazione nella costruzione di un’infrastruttura permanente al servizio dell’innovazione. Lo speciale accompagna il lettore in un viaggio attraverso le principali aree di attività della Fondazione, alternando riflessioni strategiche ad approfondimenti sui progetti di ricerca e innovazione che caratterizzano l’ecosistema Rome Technopole. Accanto ai temi del modello organizzativo, trovano spazio focus dedicati alle grandi sfide scientifiche e tecnologiche del presente: dalla transizione energetica alla chimica sostenibile, dai materiali avanzati alle tecnologie per l’osservazione della Terra, dai sistemi satellitari ai digital twin, fino alle applicazioni più innovative per l’industria, la sostenibilità ambientale e la trasformazione digitale. I diversi contributi restituiscono una visione multidisciplinare dell’attività della Fondazione, evidenziando il valore della collaborazione tra competenze diverse e il ruolo svolto dagli Spoke, dai Flagship Project e dalle numerose iniziative di ricerca collaborativa promosse nell’ambito del programma. Ne emerge il racconto di una comunità composta da ricercatori, docenti, imprese e partner istituzionali che lavorano insieme per favorire il trasferimento tecnologico, la formazione di nuove competenze e la crescita dell’ecosistema dell’innovazione del Lazio. La pubblicazione rappresenta così non soltanto un’importante occasione editoriale, ma anche uno strumento di divulgazione scientifica e tecnologica, pensato per condividere esperienze, risultati e prospettive con la comunità accademica, il sistema produttivo, le istituzioni e tutti gli stakeholder interessati ai temi dell’innovazione. Lo speciale testimonia il percorso intrapreso da Rome Technopole e conferma il ruolo della Fondazione come piattaforma di riferimento per la ricerca collaborativa, il trasferimento tecnologico e la valorizzazione delle competenze, contribuendo a rafforzare il dialogo tra mondo della ricerca, imprese e territorio. Il numero speciale di GEOmedia è disponibile gratuitamente online e può essere consultato al seguente link: GEOmedia_3_2026_Speciale Rome Technopole
AI per le Aziende 2026: Agenti, Governance e Strategia A Roma il confronto tra istituzioni, imprese ed esperti sull’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale Si è svolto il 19 giugno presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma l’evento “AI per le Aziende 2026: Agenti, Governance e Strategia”, promosso dall’AI & Analytics LAB di Rome Technopole nell’ambito del Flagship Project 8, coordinato da UniCredit. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo accademico e imprese sui principali trend che stanno trasformando il rapporto tra organizzazioni e Intelligenza Artificiale, con un focus particolare sui risultati dell’Osservatorio AI 2026, giunto al suo secondo anno di attività. Rivivi l’evento e recupera la diretta streaming: canale YouTube Ad aprire i lavori sono stati Ivan Luciano Danesi, responsabile del Flagship Project 8 di Rome Technopole, e i rappresentanti delle istituzioni e del sistema produttivo: Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma; Antonella Polimeni, Presidente della Fondazione Rome Technopole e Rettrice di Sapienza Università di Roma (con un videomessaggio); Claudio Arcudi, Delegato Università e Ricerca di Unindustria; Fabrizio Cobis, Dirigente del Ministero dell’Università e della Ricerca; e Marianna Plafoni, Regional Manager Centro di UniCredit. I risultati dell’Osservatorio AI 2026 L’indagine, realizzata grazie al contributo di 75 aziende del network di Rome Technopole e alla collaborazione di Unindustria, conferma come l’Intelligenza Artificiale sia ormai considerata una leva strategica per la competitività e l’innovazione. Tra i dati più significativi emerge che l’80% delle grandi imprese dispone già di un team dedicato all’AI, contro il 53% delle PMI e startup. Particolarmente rilevante è però il dato relativo alle piccole e medie imprese: il 17% ha già pianificato la costituzione di un team dedicato, segnale di una crescente diffusione delle competenze e delle progettualità legate all’Intelligenza Artificiale. Persistono differenze nei livelli di maturità organizzativa e nelle strategie di adozione, ma si riduce progressivamente il divario tra grandi imprese e PMI, soprattutto grazie alla diffusione della Generative AI, utilizzata in circa il 70% dei casi da entrambe le categorie di organizzazioni. L’Osservatorio evidenzia inoltre una crescente attenzione verso gli agenti AI, destinati a rappresentare una delle principali direttrici evolutive della tecnologia nei prossimi anni, e verso i temi della governance e della conformità normativa introdotta dall’AI Act europeo. Esperti a confronto sui nuovi scenari dell’AI I risultati dell’Osservatorio sono stati approfonditi nel corso della mattinata attraverso gli interventi di alcuni tra i principali esperti del settore. La keynote speech di Marco Camisani Calzolari ha offerto una riflessione sui cambiamenti in atto nel panorama dell’innovazione digitale e sul ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale nei modelli di business. A seguire, Roberto Navigli (Sapienza Università di Roma) e Fabio Zanzotto (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) hanno affrontato il tema dell’evoluzione dei modelli linguistici, analizzando opportunità e sfide legate all’utilizzo di Large e Small Language Models nei contesti industriali. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli aspetti normativi e regolatori, con l’intervento di Ettore Battelli(Università degli Studi Roma Tre), che ha illustrato le principali novità introdotte dall’AI Act e le implicazioni per imprese e organizzazioni. La mattinata si è conclusa con un panel dedicato alle strategie di adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese, moderato da Lucia Marchegiani (Università degli Studi Roma Tre), con la partecipazione di rappresentanti del mondo produttivo e dell’Advisory Board del progetto. Rome Technopole come ecosistema per l’innovazione L’evento ha confermato il ruolo di Rome Technopole come piattaforma di collaborazione tra università, centri di ricerca, istituzioni e imprese, capace di promuovere conoscenza, trasferimento tecnologico e sviluppo di competenze sui temi più strategici per il futuro del sistema produttivo. In un contesto caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica, il confronto tra ricerca e industria si conferma un elemento fondamentale per accompagnare la trasformazione digitale del territorio e favorire un’adozione consapevole, sostenibile e competitiva delle tecnologie di Intelligenza Artificiale.
Rome Technopole partner di “A Cena con Unindustria”: impresa e networking per il futuro del Lazio La Fondazione Rome Technopole ha partecipato in qualità di event partner “A Cena con Unindustria – Networking e Futuro”, l’appuntamento promosso da Unindustria che il 17 giugno 2026 ha riunito al Salone delle Fontane di Roma centinaia di imprenditori, manager, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della ricerca, confermandosi come uno dei principali momenti di incontro e networking del sistema produttivo regionale. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui temi della competitività, dell’innovazione e dello sviluppo del territorio, favorendo il dialogo tra i protagonisti dell’ecosistema economico e istituzionale del Lazio. In apertura della serata sono intervenuti il Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, testimoniando l’importanza strategica dell’evento per il territorio e per il sistema delle imprese. Per Rome Technopole, la partecipazione all’iniziativa ha assunto un significato particolarmente rilevante anche per la presenza di numerosi attori istituzionali che contribuiscono, a diverso titolo, alla crescita dell’ecosistema dell’innovazione regionale. Tra questi, oltre al Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, anche la Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, da sempre impegnata nella promozione delle politiche regionali a sostegno della ricerca, del trasferimento tecnologico e della competitività delle imprese. In questo contesto, Rome Technopole ha avuto l’opportunità di rafforzare il dialogo con imprese, istituzioni e stakeholder, valorizzando il proprio ruolo di piattaforma di collaborazione tra università, centri di ricerca, amministrazioni pubbliche e sistema produttivo. Un modello che mira a trasformare la conoscenza in innovazione concreta, sostenendo la crescita del territorio attraverso attività di ricerca applicata, alta formazione e trasferimento tecnologico. Per la Fondazione Rome Technopole hanno partecipato la Direttrice Generale, Sabrina Saccomandi; la Prorettrice alla Ricerca di Sapienza Università di Roma e Consigliera della Fondazione, Maria Sabrina Sarto; la Consigliera della Fondazione in rappresentanza del Ministero dell’Università e della Ricerca, Giorgia Passacantilli; la Presidente dell’Organo di Controllo, Anna De Toni; e Blanka Moldvai per le attività di comunicazione della Fondazione. La partecipazione ad “A Cena con Unindustria” conferma inoltre l’impegno della Fondazione nel favorire occasioni di confronto e collaborazione tra tutti gli attori dell’innovazione, rafforzando quel dialogo tra ricerca, istituzioni e impresa che rappresenta uno degli elementi chiave per la crescita sostenibile e competitiva del Lazio.
Rome Technopole e Sapienza incontrano il Beijing Institute of Technology: al via il dialogo per nuove collaborazioni accademiche internazionali Venerdì 5 giugno 2026, presso la Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma, la Fondazione Rome Technopole ha accolto una delegazione del Beijing Institute of Technology (BIT), una delle principali università tecnologiche della Cina, per un incontro dedicato all’esplorazione di possibili forme di collaborazione accademica e scientifica tra le due istituzioni. La visita ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra rappresentanti del mondo accademico italiano e cinese, con l’obiettivo di approfondire opportunità di cooperazione nei settori del design, dell’architettura e della formazione avanzata. Durante l’incontro sono stati presentati il Beijing Institute of Technology, la Sapienza Università di Roma e la Fondazione Rome Technopole, aprendo un dialogo sulle prospettive di collaborazione istituzionale e internazionale. La delegazione cinese era guidata da Xiaowei He, Head of the School of Design and Arts del BIT, accompagnato dai professori Jianming Yang e Yan Zhou, dagli Associate Professor Bowen Sun e Mo Han e dal dottorando Jiawei Ma. Per Sapienza Università di Roma hanno preso parte ai lavori il Preside della Facoltà di Architettura Orazio Carpenzano, il Vice Preside Stefano Catucci, i professori Spartaco Paris, Giuseppe Piras, Fabrizio Toppetti, Francesco Livio Rossini e Viktor Malakuczi. Presenti inoltre rappresentanti della Fondazione Rome Technopole e del Pantheon Design & Technology Institute. Fondato nel 1940, il Beijing Institute of Technology è una delle università tecnologiche di riferimento della Cina. L’ateneo fa parte dei programmi nazionali “211” e “985” ed è riconosciuto come “Top A World-Class University”. Con oltre 30.000 studenti, più di 5.800 docenti e ricercatori e una rete di oltre 400 accordi di cooperazione con università in 78 Paesi, il BIT rappresenta un interlocutore di primo piano nel panorama accademico internazionale. Particolare attenzione è stata dedicata alla School of Design and Arts del BIT, una struttura di eccellenza nel panorama cinese del design. La Scuola si è classificata all’8° posto a livello nazionale nel ranking Soft Science 2025 per il Design e tra le posizioni 101-150 nel QS World University Rankings by Subject – Art & Design, risultando 7ª in Cina. La School of Design and Arts offre percorsi completi di laurea, laurea magistrale, dottorato e post-dottorato nei campi del design, delle arti visive, dell’interior architecture e del patrimonio culturale. Nel corso dell’incontro sono state approfondite diverse ipotesi di collaborazione tra il BIT e la Facoltà di Architettura e Design della Sapienza, con particolare riferimento ai tre cicli della formazione universitaria. Tra le opportunità discusse figurano programmi congiunti per la laurea triennale in Design, percorsi di mobilità e doppio titolo per le lauree magistrali, con focus sulle specializzazioni in Product and Service Design, Design, Multimedia e Comunicazione Visiva, Architettura – Interior ed Exhibition Design, nonché iniziative di scambio accademico e co-tutela per dottorandi e giovani ricercatori. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione Rome Technopole nel promuovere il dialogo internazionale, favorire la costruzione di partenariati strategici e rafforzare le connessioni tra università, ricerca e innovazione a livello globale. La visita ha rappresentato un primo momento di confronto volto a individuare possibili percorsi di collaborazione capaci di valorizzare le competenze e le eccellenze presenti nei rispettivi ecosistemi accademici e scientifici.
AI, la rivoluzione alla prova dell’uomo – Podcast del Flagship Project 6 Al centro del dibattito attuale sui “rapporti di potere” tra esseri umani e macchine, l’Intelligenza Artificiale è solo una delle facce della rivoluzione tecnologica che sta cambiando il mondo intorno a noi. E il giornalismo, per poter continuare a rappresentare e spiegare ciò che accade nel mondo, deve essere pronto a conoscere ognuna di queste facce. Da queste premesse, nasce la serie di podcast “AI, la rivoluzione alla prova dell’uomo“, come parte delle strategie di disseminazione delle attività Rome Technopole Flagship Project 6, Artificial Intelligence, Virtual Reality and Digital Twin for Advanced Engineering and Aerospace. Ascolta il podcast: AI, la rivoluzione alla prova dell’uomo I podcast rielaborano il materiale di un ciclo di seminari, che ha visto la partecipazione di esperti come Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, Aldo Fontanarosa, giornalista de la Repubblica e autore del saggio Giornalisti robot, Arturo Di Corinto, Consigliere dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Guido Scorza, Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Castanò, Vice Direttore Generale Trasformazione Digitale in ACI Informatica, Valeria Sandei, Amministratore delegato di Almawave. Il ciclo di seminari è stato realizzato dal CoRiS in collaborazione con l’Associazione Stampa Romana. Ai seminari si aggiunge l’evento conclusivo l’Intelligenza Artificiale al servizio dell’innovazione. Rome Technopole si racconta, al quale hanno partecipato Enzo Risso, Direttore scientifico IPSOS, Marco Pratellesi, giornalista e scrittore, e in rappresentanza dei Flagship di progetto dedicati a Transizione Energetica – Transizione Digitale – Salute & Bio-Pharma Alessandra Bellioni (Coima REM), Ivan Luciano Danesi (UniCredit), Johnny Della Giustina (Confindustria Dispositivi Medici). Puntata 1 Cosa sono i “pappagalli stocastici” e perché mettono in crisi il giornalismo? I modelli linguistici generativi imitano senza capire e nel farlo amplificano i bias dei dati umani su cui sono stati addestrati. Fino a che punto possiamo fidarci di una macchina addestrata su dati imperfetti? Puntata 2 Foto satellitari analizzate in tempo reale, barriere linguistiche abbattute istantaneamente, archivi medici resi leggibili dagli algoritmi. Il sensor journalism dimostra già oggi l’impatto concreto dell’IA sulle politiche urbane. Ma chi verifica le macchine quando diventano più veloci del nostro giudizio critico? Puntata 3 E se un algoritmo decidesse il tuo stipendio contando gli articoli che hai scritto? L’automazione trasforma redazioni e flussi di lavoro, tra team ibridi e sintesi testuali automatizzate. Si può misurare la qualità dell’informazione con una metrica quantitativa? Puntata 4 Gli algoritmi non ragionano: riconoscono schemi. Entriamo nel funzionamento reale del machine e deep learning: stime probabilistiche, apprendimento supervisionato e non supervisionato, vulnerabilità strutturali. Cosa succede quando gli schemi che abbiamo insegnato alle macchine sono sbagliati? Puntata 5 La Extended Reality (realtà virtuale, aumentata e mista) non è solo intrattenimento: ridisegna l’interazione uomo-macchina dalla sicurezza nei cantieri alla medicina. Ma l’immersività porta con sé disorientamento sensoriale e sfide neurologiche reali. Potenziare l’esperienza umana richiede davvero di isolarci dalla realtà? Puntata 6 La paura della macchina che ruba il lavoro accompagna ogni grande innovazione tecnologica. Il caso di Rome Technopole mostra come l’IA possa invece diventare un motore concreto per la ricerca, le imprese e i territori. Quale ruolo spetta all’accademia nel trasformare la resistenza al cambiamento in consapevolezza critica? Puntata 7 Diagnosi cliniche, risk management bancario, rigenerazione urbana: dove l’IA è già operativa, il professionista umano non sparisce, ma vede mutare profondamente il proprio ruolo. L’algoritmo si dimostra uno strumento di potenziamento anziché di sostituzione, imponendo però una radicale ridefinizione delle responsabilità decisionali. La vera domanda non è se il lavoro cambierà, ma come vogliamo guidare questo cambiamento.