La Fondazione Rome Technopole – Ecosistema dell’innovazione della Regione Lazio

Si parla della Fondazione Rome Technopole su la Repubblica

Giovedì 4 luglio 2024 – Dall’articolo pubblicato su la Repubblica

La Fondazione Rome Technopole, HUB dell’ecosistema della Regione Lazio, è impegnata nell’ambito delle tre aree della specializzazione intelligente regionale – Transizione energetica; Transizione digitale; Salute e Bio-Pharma – , su cui si sviluppano trasversalmente i 6 spokes tematici-funzionali con leadership universitaria: Spoke 1 “Ricerca applicata, sviluppo tecnologico e innovazione” Sapienza Università di Roma; Spoke 2 “Trasferimento tecnologico, nuova imprenditorialità, incubazione e accelerazione di impresa”, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Spoke3 “Formazione universitaria, corsi di dottorato industriali, internazionalizzazione” Università degli Studi Roma Tre; Spoke 4 “Formazione professionale universitaria in tecnologia” – Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; Spoke 5 “Raggiungimento e coinvolgimento del pubblico, lifelong learning” – Università degli Studi della Tuscia; Spoke 6 “Infrastrutture di ricerca aperte, laboratori congiunti, istruzione superiore con collaborazione industriale” Sapienza Università di Roma

Ricerca applicata, sviluppo tecnologico e innovazione
Lo Spoke 1 “Ricerca applicata, Sviluppo Tecnologico e Innovazione”, coordinato da Sapienza Università di Roma dalla Prof.ssa Maria Sabrina Sarto, rappresenta il cuore pulsante della ricerca di Rome Technopole ed integra competenze ed eccellenze già presenti sul territorio regionale all’interno del sistema ricerca e del mondo industriale, riconosciute in Italia e all’estero, realizzando un inedito polo europeo della cosiddetta economia della conoscenza.
“Si tratta di un nuovo paradigma di ecosistema dell’innovazione ad alta attrattiva per le grandi aziende, all’avanguardia nei settori dell’energia, della sostenibilità energetica, delle tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale, della salute e del biofarmaceutico”, conferma la Prof.ssa Sarto, Prorettrice alla Ricerca di Sapienza e Coordinatrice Scientifica dello Spoke 1, “che risponde contemporaneamente alla duplice logica di rispondere alla richiesta di sviluppo tecnologico e innovazione che proviene dal mondo imprenditoriale e quindi dal mercato, da un lato, e di valorizzare l’offerta di conoscenze scientifiche e tecnologiche che proviene dal mondo della ricerca, dall’altro”.
Lo Spoke 1 risponde alla mission di promuovere, supportare, sostenere lo sviluppo delle attività di ricerca, di sviluppo tecnologico e di innovazione, spaziando dalla ricerca fondamentale e di frontiera per promuovere l’innovazione “dirompente”, alla ricerca industriale e applicata, allo sviluppo precompetitivo, allo sviluppo tecnologico per sostenere crescita e innovazione, e per conseguire prodotti della ricerca e prototipi proof-of-concept con un livello di maturità tecnologica che ne dimostri il funzionamento in ambiente di test, rappresentativo della reale applicazione industriale, mediante l’utilizzo di metodologie e tecnologie scalabili. Sono 21 i partner di Rome Technopole, tra università, enti di ricerca e imprese, che collaborano attivamente alle attività dello Spoke 1, anche grazie alla condivisione di un modello innovativo per la gestione della proprietà intellettuale e dei risultati della ricerca congiunta, che valorizza il ruolo dei ricercatori e fornisce allo stesso tempo alle imprese chiare ed eque opportunità di sfruttamento dei prodotti della ricerca, di trasferimento tecnologico e di competenze. Rilevanti sono i risultati conseguiti ad oggi da parte dello Spoke 1 per sostenere la ricerca, at- trarre giovani talenti e promuovere l’eccellenza: un piano di reclutamento di ricercatori che ha sfiorato le 200 unità, bandi aperti per finanziare dottori di ricerca che mirano ad ottenere fellowship europee MSCA ed ERC, sostegno a gruppi di ricerca che vogliono applicare a bandi competitivi europei, bandi a cascata per finanziare, con un budget che sfiora gli 8 milioni di euro, nuovi progetti di ricerca e sviluppo tecnologico di tipo collaborativo, tra imprese e organismi di ricerca, nelle tematiche di interesse strategico di Rome Technopole, al fine di estendere l’ecosistema regionale su scala nazionale, con una particolare attenzione alle regioni del meridione.
Per il futuro, lo Spoke 1 di Rome Technopole ha l’ambizione di confermarsi attore e interlocutore di riferimento per il mondo delle imprese, per promuovere ricerca applicata, sviluppo tecnologico e precompetitivo, innovazione in collaborazione con le eccellenze scientifiche e tecnologiche del territorio, alimentando la catena del valore dell’ecosistema regionale, per affrontare in modo stabile e sostenibile – e vincere – le sfide della crescita competitiva e dell’internazionalizzazione.

Trasferimento tecnologico, nuova imprenditorialità, incubazione e accelerazione di impresa
Lo Spoke 2 “Trasferimento tecnologico, nuova imprenditorialità, incubazione e accelerazione di impresa”, coordinato dal Prof. Renato Baciocchi dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” , è dedicato al trasferimento tecnologico con due obiettivi principali cosi declinabili: definire, attivare, sostenere e validare le iniziative rivolte alla valorizzazione dei risultati della ricerca sviluppata nelle università e nei centri di ricerca presenti nel Lazio; studiare, sperimentare e implementare nuovi modelli di trasferimento tecnologico che riducano il time to market della ricerca. I risultati attesi riguardano la maturazione dei prodotti della ricerca verso l’industrializzazione e la commercializzazione con l’aumento del “Technology Readiness Level” (TRL) dal TRL 4 al TRL 6/7, negli ambiti delle aree della transizione digitale ed energetica e del biofarma e salute. Le azioni messe in atto nei primi due anni di progetto hanno consentito di: attivare più di sessanta progetti di trasferimento tecnologico, finalizzati allo sviluppo di prototipi e proof-of-concept fino a TRL 6/7; realizzare il bando a cascata rivolto alle aziende, per lo sviluppo di prototipi e i proof-of-concept, che ha consentito di attivare 13 progetti di innovazione tecnologica nel Lazio e nelle regioni del Mezzogiorno per un finanziamento complessivo di 3 milioni di Euro. Sono state inoltre messe in atto azioni a supporto della creazione e strutturazione di start-up e spin-off innovative sulle quali uscirà, ad inizio settembre, un nuovo bando a cascata con un budget di 1.2 milioni di Euro. La crescita di start-up e spin-off è stata promossa mediante l’organizzazione di programmi di accelerazione dedicati, al termine dei quali sono stati organizzati dei demo-day che hanno consentito alle aziende di presentare agli investitori le loro idee imprenditoriali. La formazione sul trasferimento tecnologico per ricercatori e per il personale delle imprese è stata formulata su attività “on the job” strettamente legate a specifici progetti di prototipazione o proof-of-concept in corso. Le attività di Spoke 2 costituiscono un insieme di azioni a supporto del trasferimento tecnologico che diventeranno patrimonio di Rome Technopole anche dopo la fine del PNRR e consentiranno all’ecosistema di diventare un riferimento per lo sviluppo di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico e di innovazione nella regione Lazio. Si tratta di una sfida complessa, il cui successo è però imprescindibile se si vuole che la nostra regione faccia un salto di qualità nella sua capacità di sviluppare nuove idee imprenditoriali che le consentano di competere a livello internazionale nei settori tecnologici più avanzati

Formazione universitaria, corsi di dottorato industriali, internazionalizzazione
Lo Spoke 3 del Rome Technopole (RT), coordinato dalla Prof. ssa Silvia Conforto dell’Università Roma Tre, si occupa delle attività di alta formazione. Il mettere a sistema tutte le realtà che nella regione Lazio contribuiscono allo sviluppo tecnologico è centrale per un’alta formazione in grado di gestire le complesse sfide contemporanee. Occorre considerare che, rispetto alle aree strategiche del RT (transizione digitale, transizione energetica, salute e bio-pharma), il tessuto produttivo della regione Lazio è molto attivo e le Università della regione hanno con- solidato, negli anni, percorsi formativi di eccellenza. Si capisce, quindi, come un’azione sinergica possa essere vincente. Infatti, proprio le sinergie tra università, aziende e enti di ricerca, permesse dal RT, stanno favorendo l’allineamento tra le competenze offerte dalle Università e quelle richieste dal mondo del lavoro, attraverso iniziative innovative non solo nei contenuti ma anche negli strumenti e nelle modalità di erogazione.
Le componenti di tali iniziative sono moduli formativi, anche co-progettati con aziende ed enti di ricerca, da inserire all’interno di percorsi universitari dal primo livello fino a quello dottorale. Tutte le Università hanno lavorato alla innovazione di corsi di studio in linea con le sollecitazioni dell’ecosistema, hanno progettato percorsi disciplinari minori per ampliare l’ambito formativo prevalente e stanno lavorando attivamente nella costruzione di microcredenziali per l’erogazione di competenze. Tutti gli enti affiliati a Spoke3 hanno contribuito alla progettazione di moduli formativi per i dottorandi delle università del Lazio. Questi moduli, ad oggi, sono stati fru- iti da più di 200 partecipanti. Inoltre, RT ha reclutato su proprie tematiche di ricerca più di 80 studenti di dottorato che stanno svolgendo la loro attività di formazione e ricerca all’interno dell’infrastruttura.
Infine, per promuovere le iniziative di alta formazione dell’ecosistema regionale, Spoke 3 ha realizzato insieme a Rai Cultura una serie televisiva di 10 puntate (ora in programmazione) all’interno della quale si illustrano le tematiche tecnologiche che ispirano tutte le iniziative di formazione del RT.

Formazione professionale universitaria in tecnologia
Il macro-obiettivo dello Spoke 4 “Formazione professionale universitaria in tecnologia”, coordinato dall’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Prof. Giovanni Betta, è quello di arricchire, migliorare e coordinare l’offerta formativa dei corsi professionali ITS (Istituti Tecnici Superiori) e dei corsi di laurea triennali ad orientamento professionale realizzati nella Regione Lazio. Gli obiettivi specifici che ne derivano sono:

  • superare il forte disallineamento che intercorre tra la domanda di lavoro del personale tecnico e l’offerta professionale di laureati e laureandi
  • realizzare una formazione tecnica, oculatamente e costantemente adattata alle sollecitazioni provenienti dalle imprese
  • contribuire a ridurre l’abbandono del sistema educativo
  • facilitare l’inserimento lavorativo del personale tecnico

La Fondazione Rome Technopole lavora al raggiungimento dei suddetti obiettivi attraverso un’analisi sistematica dei fabbisogni aziendali in termini di competenze della propria forza lavoro al fine di definire una inedita offerta di corsi professionalizzanti e di aggiornare costantemente quelli già esistenti, con specifica attenzione alle tre aree tematiche di elezione del Rome Technopole.
Per superare l’attuale disorganica strutturazione della formazione professionalizzante occorre dunque un progetto ambizioso ma altamente sostenibile, in tale direzione è da in- quadrare la creazione di un Network regionale che comprenda ITS, scuole, Università ed EPR, imprese e istituzioni operanti nella Regione Lazio.
La realizzazione all’interno del Rome Technopole del succitato Network consentirà di realizzare:

  • azioni congiunte di orientamento nelle scuole per ridurre i fenomeni di abbandono che purtroppo caratterizzano il sistema formativo italiano
  • una programmazione più organica dell’offerta di percorsi professionalizzanti strettamente legata ai bisogni formativi provenienti dal tessuto industriale regionale e nazionale
  • il mutuo riconoscimento di crediti formativi nei passaggi ITS-Università e viceversa, utili per facilitare la rifocalizzazione della formazione degli studenti

La realizzazione, inoltre, di laboratori adeguati e la messa in rete di quelli esistenti consentiranno un migliore utilizzo delle risorse provenienti da imprese, università ed EPR nell’unico interesse dello sviluppo di un ecosistema della conoscenza tra i giovani

Raggiungimento e coinvolgimento del pubblico, lifelong learning
Lo Spoke 5 del Rome Technopole, coordinato dal Prof. Giuseppe Calabrò e della Prof.ssa Ilaria Baffo è dedicato “Raggiungimento e coinvolgimento del pubblico, lifelong learning”. Lo Spoke 5 è guidato dall’Università degli Studi della Tuscia e coinvolge partner come Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università degli Studi Roma Tre, CNR e INFN.
Gli obiettivi principali includono la riduzione delle disuguaglianze, il miglioramento della qualità della vita, e la promozione dell’educazione di qualità e delle città sostenibili, coinvolgendo comunità locali, aziende e istituzioni. Il public engagement e la divulgazione scientifica sono fondamentali per creare un impatto positivo sulla società, favorendo l’inclusione e l’accesso alla conoscenza. Il lifelong learning è un altro aspetto cruciale promosso dallo Spoke 5, che mira a offrire opportunità di apprendimento continuo per adulti e professionisti, integrando nuove competenze tecnologiche e trasversalinei programmi tradizionali.
Diverse attività intraprese dai partner dello spoke mirano ad assolvere a questo importante ruolo di catalizzatore per la diffusione della conoscenza; tra le molte messe a punto finora, ricordiamo in questa sede: FameLab: proposto dal CNR, è una competizione internazionale di comunicazione scientifica che coinvolge giovani ricercatori e ricercatrici con l’obiettivo di migliorare le loro capacità di divulgazione scientifica; il Podcast “Techno-pod”: Progettato dal team di Roma Tre, mira a illustrare narrativamente le attività progettuali; collaborazioni e Produzioni Thales e Sapienza: Produzione di un videoclip per la RAI su intelligenza artificiale e realtà virtuale; Progetto Podcast “Le voci dentro: L’Iliade anche gli eroi piangono” : Realizzato dal team di Roma Tor Vergata, ha coinvolto i detenuti del nuovo polo del carcere di Rebibbia; il Career day tenuto da INFN, iniziativa volta a orientare e informare gli studenti delle scuole superiori sulle opportunità di carriera nelle discipline STEM; il Testimonial Day organizzato da UniTuscia, evento ideato per creare il match tra giovani laureati, dottorandi e il tessuto industriale del territorio. La presenza del Rome Technopole sottolinea il ruolo dei centri di innovazione come motori di sviluppo economico e sociale attraverso progetti di ricerca avanzata e il trasferimento tecnologico, favorendo l’integrazione tra mondo accademico, industria e società civile. Il contributo dello Spoke 5 consiste nel rendere questi risultati un bene per tutta la società attraverso linguaggi e modalità inediti e coinvolgenti

Infrastrutture di ricerca aperte, laboratori congiunti, istruzione superiore con collaborazione industriale
L’attività dello Spoke 6 “Infrastrutture di ricerca aperte, laboratori congiunti, istruzione superiore con collaborazione industriale”, coordinato da Sapienza Università di Roma dal Prof. Luciano Galantini, è finalizzata alla organizzazione di infrastrutture e laboratori di ricerca in senso ampio, in possesso dei partner della fondazione. La ragione di queste attività nasce dalla consapevolezza che l’insieme dei partner della fondazione costituisce un bacino molto ampio e complesso di competenze, tecnologie e attrezzature di ricerca, che rappresenta una grande ricchezza per lo sviluppo tecnologico del territorio. Distribuiti in istituzioni diverse, sull’ampio territorio regionale, questi laboratori non sono in grado di esprimere tutto il loro potenziale perché lavorano in maniera indipendente e con scarso coordinamento. Il RM Tech, attraverso spoke 6, intende strutturare in maniere ordinata a funzionale questa ricchezza, per ottimizzarne il funzionamento e renderla il più facilmente visibile e accessibile da potenziali utenti. Gli utenti che si vogliono coinvolgere sono gruppi di ricerca di enti o università, interni o esterni al RM Tech, ma soprattutto le imprese, con lo scopo di promuoverne l’innovazione e supportarne lo sviluppo nel mondo produttivo.
In quest’ottica è stata creata l’Infrastruttura di Ricerca Aperta del RM Tech, costituita da un network di laboratori con tecnologie e attrezzature particolarmente avanzate, dislocati fra i partner della Fondazione che, in seguito ad una analisi dettagliata, sono catalogati sulla base di tipologia di servizi e tematiche di ricerca e, in questa maniera organizzata, sono offerti all’utilizzo da parte di tutti i possibili utenti interni ed esterni alla Fondazione. Hanno aderito all’infrastruttura fino ad ora un totale di circa 150 laboratori dislocati in 56 diverse sedi. In aggiunta sono stati creati oltre 20 laboratori congiunti finalizzati allo svolgimento di progetti di interesse comune di diversi partner del RM Tech. Nell’ottica di strutturare anche le competenze, sono state costituite inoltre 85 comunità di esperti in settori scientifico-tecnologici omogenei, tra docenti, ricercatori e tecnici delle istituzioni partner della Fondazione, anch’esse con lo scopo di offrire un servizio a organismi di ricerca e imprese, nello svolgimento di progetti. Oltre a supportare le componenti produttive e di ricerca del territorio, l’intera infrastruttura proposta dallo spoke 6 ha anche la finalità di promuovere un raccordo fra le competenze e le capacità sperimentali e realizzative delle università, degli enti di ricerca e delle realtà produttive.
L’intera infrastruttura fornisce un ambiente in cui il mondo accademico, degli enti di ricerca e delle imprese del RMTech si interfacciano con la società, per perseguire avanzamenti in tecnologie ed innovazione. Sfruttando le sinergie che emergono dall’interazione tra la cultura della scienza orientata alla scoperta e la cultura dell’industria orientata all’innovazione, l’infrastruttura di ricerca nel suo complesso costituisce la base per la risoluzione di sfide di ampio respiro, promuovendo progressi nella tecnologia e supportando la loro transizione al mercato.
In aggiunta questa organizzazione permette di stabilire un contatto fra studenti, dottorandi e giovani ricercatori e le industrie, sviluppando competenze e formando persone che possano contribuire in modo significativo al successo di tecnologie innovative e in grado di ricoprire ruoli di leader in team interdisciplinari. L’organizzazione delle strumentazioni, in una grande infrastruttura aperta, ha anche lo scopo di razionalizzare gli investimenti per attrezzature scientifiche, all’interno dell’ecosistema. Fra gli scopi dell’intera infrastruttura, quella di offrire l’ambiente ideale per la realizzazione di training per la formazione di personale all’utilizzo e allo sviluppo di attrezzature e tecnologie avanzate, che la Fondazione sta organizzando attraverso l’istituzione degli “RM Tech advanced technology trainings”.